L’invasione libera di Ai Weiwei a Firenze

Se passate in questi giorni davanti a Palazzo Strozzi vi troverete davanti qualcosa di decisamente strano… È “Reframe” l’installazione preparata da Ai Weiwei, artista cinese tra i più celebrati e discussi del mondo contemporaneo, che ha collocato 22 gommoni rossi a cornice (da qui il reframe) delle bifore del secondo piano del palazzo, capolavoro di architettura rinascimentale.

 

Il messaggio è chiaro: richiamare l’attenzione internazionale sull’irrisolta questione dei migranti e ricordare i drammatici viaggi dei migranti che ogni giorno cercano di attraversare il Mediterraneo, ma anche sull’impegno di coloro che giorno salavano su quel canale il maggior numero possibile di vite.

 

Sull’installazione Firenze, come al suo solito, si divide, sul web e sui social media, tra chi è contrario e chi invece sostiene l’iniziativa. Si tratta di un’installazione “forte” – è la risposta ufficiale di Palazzo Strozzi ma “potrebbe rappresentare un'occasione per la città di Firenze per portare l’attenzione sul tema della crisi umanitaria dei rifugiati grazie all'arte?” Tanto i fiorentini si sa, non possono fare a meno di dire la loro, di criticare, ce l’hanno nel DNA, salvo poi “convertirsi” e apprezzare.

 

Ma l’intervento fiorentino di Ai Weiwei non finisce sulla facciata, prosegue all’interno del palazzo dove Ai Weiwei invaderà le sale con opere storiche e nuove produzioni che coinvolgeranno l’intera struttura: la facciata, appunto, ma anche il cortile, il piano nobile e la Strozzina. Per la prima volta Palazzo Strozzi sarà utilizzato come spazio espositivo unico. La mostra proporrà un percorso tra installazioni monumentali, sculture e oggetti simbolo della carriera dell’artista, video e foto dal profondo impatto simbolico. Le opere spazieranno dunque dal periodo newyorkese degli anni ’80 e ’90 alle grandi opere iconiche degli anni 2000 fatte di assemblaggi di materiali, alle opere politiche e controverse degli ultimi tempi come i ritratti di dissidenti politici in Lego o i più recenti progetti sui migranti del Mediterraneo.

 

Per l’occasione la serie di ritratti di dissidenti politici in mattoncini Lego di Ai Weiwei si arricchirà di quattro personaggi legati non all’attualità ma alla storia, quella fiorentina nello specifico, si tratta di Dante Alighieri, Galileo Galilei, Girolamo Savonarola e Filippo Strozzi. I lavori, concepiti proprio in occasione della mostra, sono stati realizzati con la collaborazione degli studenti dell’Accademia di belle arti di Firenze partendo da raffigurazioni storiche dei personaggi in questione.

 

Ma l’invasione libera di Ai Weiwei non si fermerà nemmeno al solo Palazzo Strozzi, coinvolgerà ben 16 spazi nel suo circuito con percorsi e itinerari. Agli Uffizi sarà esposta una scultura raffigurante una telecamera in marmo. Al Mercato di San Lorenzo ci sarà una grande installazione con le foto del progetto “Study of Perspective” in cui l’artista mostra, in maniera decisamente provocatoria, il dito medio di fronte ad alcuni dei monumenti più famosi del mondo, tra cui una serie di foto scattate proprio davanti a Palazzo Strozzi. Inoltre percorsi e itinerari collegati alla mostra saranno declinati di mappe, guide e app per smartphone e tablet.

Si parte il 23 settembre “Ai Weiewei. Libero”.